La cultura di Orebić è nata sul mare e nei vigneti. I capitani portavano dai viaggi piante e nuove usanze, mentre le famiglie custodivano il canto, la fede e il vino. Oggi questo patrimonio lo scoprite nel museo, nelle serate delle klape, nei conventi a picco sul mare e a tavola, davanti a un bicchiere di plavac mali.
Il museo sul Trg Mimbelli racconta i marinai e i velieri della Riviera di Pelješac, che nell'epoca d'oro del XIX secolo contava circa 250 capitani e 90 velieri. È la scelta perfetta anche per una giornata in cui desiderate una pausa dal sole.
Dal 1470 i francescani custodiscono il convento della Madonna degli Angeli sopra il Pelješki kanal, mentre a Viganj, noto per i surfisti, sorge il convento domenicano con la chiesa della Madonna del Rosario, la cui costruzione fu approvata nel 1671.
A Pelješac il vino fa parte dell'identità. Il plavac mali dei vigneti di Dingač e Postup, sui ripidi pendii rivolti al mare, si celebra al Festival peljeških okusa, la festa dei sapori della penisola, e nelle cantine di famiglia, che a dicembre aprono le porte durante i Dani otvorenih vinskih podruma Pelješca, le giornate delle cantine aperte.
La klapa dalmata, canto a più voci senza accompagnamento strumentale, d'estate anima le piazze e i cortili di Orebić, anche durante le serate Zvuci Dalmacije (Suoni della Dalmazia) presso la chiesa della Nunziata. La tradizione è custodita anche dal gruppo folcloristico Poloneza, attivo da sei decenni.
Venti minuti di traghetto o una quindicina di minuti di battello vi separano dall'isola, dove d'estate si esegue la moreška, danza cavalleresca con le spade. Abbinate una serata culturale sull'isola al rientro a Orebić.
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